Gli U2 e la teoria della maschera di Oscar Wilde

Sulla maschera che ognuno di noi indossa Oscar Wilde ha elaborato una teoria, meglio illustrata da una delle sue famose massime che lo stesso Bono è solito citare: “L’uomo non è del tutto se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera da indossare e vi dirà la verità.” Quest’idea della “maschera che rivela di più della faccia”, divenendo una via d’accesso per comprendere la verità, è tipica della letteratura irlandese. W.B. Yeats l’aveva adottata nel personaggio di Michael Robartes, che indossava una maschera per incarnare la figura del poeta deluso dall’amore.

L’idea è stata ripresa da Bono, che l’ha fatta sua già dagli esordi degli U2: nei primi concerti della band Bono recitava nei panni del personaggio del Ragazzo, un’esile preda dei mali del mondo, o in quelli dello Sciocco o del Clown. Bono ha letteralmente abbracciato tale teoria durante lo Zoo TV e lo Zooropa Tour, quando creò personaggi diversi come The Fly, Mr Mirrorball Man e Mr Mac Phisto, che in realtà rappresentavano aspetti diversi della sua personalità e gli davano la possibilità di criticare le cose brutte di questo pianeta, partendo da una visione superiore della realtà attraverso l’utilizzo dell’ironia e dello humour.

Il primo personaggio impersonato da Bono è quello di The Fly, l’uomo Mosca, caratterizzato dal vestito di pelle nera, gli stivali e gli occhiali avvolgenti neri, simili agli occhi di una mosca. The Fly rappresenta l’immagine esagerata dell’attraente rockstar, una sorta di alter ego che gli permette di liberarsi dell’immagine di profeta che i media gli avevano appiccicato addosso e lo aiuta a rivelare nuovi aspetti della sua personalità, quali l’ironia e la sessualità. I concerti dello ZooTV e dello Zooropa Tour iniziavano con Bono travestito da uomo Mosca che faceva il suo ingresso sul palco camminando con il passo dell’oca e danzando. Durante l’esecuzione di The Fly l’audience veniva bombardata con slogan ispirati alle massime di Oscar Wilde, l’ultimo dei quali recitava: “Watch more TV”.

Un altro personaggio è Mr Mirrorball Man, solito apparire sul palco durante l’esecuzione della canzone Desire, durante lo ZooTV Tour, caratterizzato dal vestito argentato e dal cappello da cowboy di Las Vesgas. Si tratta di una maschera che vuole impersonare “il predicatore che ruba i cuori della gente durante i suoi show itineranti” la stessa figura descritta nel testo di Desire, che contemporaneamente richiama il personaggio di Elvis Presley. Mr Mirrorball Man, prima dell’esecuzione di Ultra Violet, è solito fare una telefonata, solitamente alla Casa Bianca nel tentativo di parlare con il Presidente George Bush. Durante lo Zooropa Tour Mr Mirrorball Man viene sostituito da un altro alter ego di Bono, Mr MacPhisto, equivalente europeo del predicatore americano. Mr MacPhisto rappresenta l’alter ego diabolico di Bono, l’ultima pop star sulla terra, vestito con un completo in lamé dorato, con il viso dipinto di bianco, le labbra rosso fuoco e le corna in testa.

Oltre alla teoria della maschera gli U2 si sono ispirati a Oscar Wilde anche per gli innumerevoli aforismi inclusi all’interno del brano The Fly e poi ripresi sui mega schermi dello Zoo TV tour. The Fly afferma: “Ogni artista è un cannibale, ogni poeta è un ladro/Tutti uccidono la propria ispirazione e cantano il dolore”, mentre Wilde scrisse: “In un’epoca veramente sgradevole e consapevole le arti prendono in prestito, non dalla vita ma l’una dall’altra”. Sempre in The Fly gli U2 cantano: “Non è un segreto che l’ambizione morda le unghia del successo”, mentre Wilde affermò “L’ambizione è l’ultimo rifugio prima del fallimento”.

Quando chiesi a Bono di spiegarmi l’influenza di Oscar Wilde sulla band mi rispose: ”Penso che con Wilde l’idea vera è che adottando l’immagine di persone che apparivano contraddittorie la verità fuoriusciva, e questa è una caratteristica del teatro. Il grande vantaggio del teatro è che ti offre la possibilità di ritrarre delle idee antagoniste e le puoi vedere fino in fondo sul palcoscenico. Così accade anche sul nostro palco e per quel personaggio riottoso che interpreto nello Zoo TV; io incarno i miei personaggi in modo estremo e qualcuno ha pensato che essi fossero soggetti analoghi. In realtà essi non erano altro che aspetti della mia personalità caricati, nell’intento di creare un ritratto appropriato attraverso la presenza dei media, perche i media cercano di tracciare una tua immagine, ma questa viene inevitabilmente alterata.”

Tatiana Pais Becher
Attivista diritti umani


foto di copertina
St. Patrick’s Day, O’Connel Street
Dublino, Irlanda © Mauro Tonon


Gli U2 e la poesia di William Butler Yeats