Seamus Heaney e i ragazzi di Dublino

Believe that a further shore… is reachable from here
The cure at Troy, Seamus Heaney, 1991

Nei miei numerosi viaggi nell’Isola di Smeraldo ho avuto il privilegio di incontrare il Nobel alla Letteratura irlandese Seamus Heaney in tre diverse circostanze: la prima nel lontano 1998 quando frequentavo il Master di Letteratura e Teatro irlandese allo UCD, la seconda in occasione di una visita a Dalkey a casa del regista e musicista degli Horslips Barry Devlin e la terza al Grand Canal Theatre in concomitanza con la serata Electric Burma, organizzata da Bill Shipsey, presidente di Art for Amnesty, per rendere omaggio al Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.

L’irlandesità di Heaney era tangibile non solo per la grande semplicità e emotività con cui recitava le sue poesie agli studenti, per la capacità di scorgere lo straordinario nei luoghi più umili, ma anche per il calore umano che sapeva trasmettere con una stretta di mano, uno sguardo, uno scambio di battute sul suo ultimo volume Catena Umana, che aveva voluto fotografare insieme al depliant della Catena Umana alle Tre Cime di Lavaredo. Nei giorni successivi a Electric Burma aveva raccontato di essersi commosso fino alle lacrime quando, seduto tra Bono e The Lady, aveva ascoltato il leader degli studenti di Piazza TienAnMen Wu’er Kaixi leggere al pubblico la sua poesia Lightnings VIII e ne aveva percepito l’intensità della voce e lo slancio emotivo.

La profonda connessione tra la sua poetica e i testi degli U2 è risaputa, tanto che Bono più volte è stato visto regalare in pubblico i libri di Heaney ai grandi capi di stato del mondo. In una recente intervista Bono ha affermato di portare sempre con sé in viaggio i versi del Nobel, arrivando ad asserire che la poesia From The Republic of Conscience rappresenta per lui una sorta di Bibbia, essendone i versi una profonda riflessione sui diritti umani, fonte ispiratrice del premio di Amnesty International Ambassador Of Conscience Award.

Durante la stesura della mia tesi di laurea U2 Irish in Every Other Way ho cercato di approfondire tale legame e analizzare l’origine dell’attaccamento della band alla poetica di Heaney, intervistando lo stesso Bono sulla stesura del testo della canzone A Sort Of Homecoming, un pezzo scritto appositamente per Heaney quando lui era docente ad Harvard nella metà degli anni ’80. In questa lirica c’è qualcosa a proposito del paesaggio utilizzato come metafora della vita politica del luogo stesso. Bono mi ha descritto le liriche del brano affermando di essersi ispirato direttamente alla poesia di Heaney, visto che narrano l’Irlanda e la condizione incerta in cui viviamo, delineano il senso della terra che sanguina attraverso di essa.

Seamus Heaney viene considerato insieme a Patrick Kavanagh il poeta della terra, conscio del suo ruolo come interprete della storia, attento alle tematiche politiche, al linguaggio e alla vita della gente comune. Una lirica emblema della sua poetica del paesaggio è Requiem For The Croppies, in cui il paesaggio irlandese dei campi viene utilizzato come metafora di ribellione e la natura stessa si schiera dalla parte dei contadini. Accuratezza, bellezza, musicalità caratterizzano la sua poetica e la sua ingegnosità nel raccontare il particolare dell’esperienza personale per esprimere l’universale.

Tatiana Pais Becher
Attivista diritti umani


foto di copertina
Sandymount Beach
2016. Dublino, Irlanda © Mauro Tonon


Gli U2 e la poesia di William Butler Yeats