Red hill mining town

Our love runs cold
In the caverns of the night
We’re wounded by fear
Injured in doubt
I can lose myself
You I can’t live without

Red hill mining town  |  The Joshua Tree, 1987

2017. Somewhere
© Veronica Lisi

– ascolta su Spotify –  

Red hill mining town è il secondo brano dopo Running to stand still a distaccarsi dall’America reaganiana. Esso infatti affonda le proprie radici nell’Inghilterra di Margaret Thatcher e, nello specifico, durante i famosi UK miners’ strike – gli scioperi dei minatori che tra il 1984 e il 1985 dilagarono nel Paese. A scatenare la protesta fu la decisione della “Lady di Ferro” di chiudere molti stabilimenti minerari provocando il licenziamento di migliaia di lavoratori e gettando quest’ultimi in uno stato di profondo sconforto.

Gli U2 affrontano la questione dal lato umano preferendo evitare, o quantomeno accennare indirettamente, ogni riferimento alla politica inglese. Il cuore del brano sta nel primo verso, “From father to son”, racchiudendo in appena quattro parole il profondo legame che intercorre tra padre e figlio, dove quest’ultimo rappresenta il motivo essenziale affinché il primo possa continuare a sopportare la fatica e i pericoli del proprio mestiere. I figli, dunque, sono la forza che permette ai minatori di scendere nel cuore della Terra a discapito della loro stessa vita. La perdita del lavoro, però, mette in crisi questo legame poiché priva i capifamiglia della fonte primaria per garantire il sostentamento dei propri cari. Bono ha cercato di mettere in risalto come l’umanità si manifesti anche nei momenti più bui e per fare ciò volge lo sguardo oltre le persone direttamente coinvolte, concentrando la scrittura su chi, all’epoca, fu poco considerato: i figli.

Il testo, quindi, è un elogio alla famiglia e a coloro che incoraggiano i lavoratori nell’ombra a sopportare una professione dura e massacrante come quella in miniera. Il padre, calandosi nella cava, porta con sé sua moglie, i suoi figli, coloro che indirettamente patiscono le sue fatiche e che sono destinatari dei frutti generati dalla sua perseveranza.

“From father to son” racchiude la solidarietà umana più pura e viscerale: la famiglia che sorregge un uomo disperato, “you’re all that’s left to hold on to”, e diviene l’unica vera certezza in una società brutale capace di voltare le spalle ai propri operai. In quelle miniere persero il lavoro 120.000 persone, ma chi perse la speranza fu almeno il triplo. La politica non seppe vedere che ad entrare nei profondi tunnel rocciosi non furono in realtà solo uomini esperti, ma spesso – dietro all’aspetto trasandato e agli occhi coperti di fuliggine – si nascondevano i sogni di bambini e ragazzi.

Ciò che più colpisce è come queste problematiche si stiano ripresentando al giorno d’oggi con politiche atte a ridurre i posti di lavoro causando una costante, e crescente, sfiducia nei giovani. È giusto affermare che nulla è cambiato dal 1984? No non lo è, sono cambiate molte cose, ma ciò che però non è cambiato è l’incapacità della politica di vedere attraverso il lavoratore quelle persone che ripongono proprio in quest’ultimo i progetti per un futuro migliore.

Stiamo ancora aspettando…a Red Hill Town mentre le luci si spengono…

Gabriel Cillepi 

Il nostro amore si raffredda 
Nelle caverne della notte 
Siamo circondati dalla paura 
Lacerati nel dubbio 
Potrei anche perdermi 
Ma non potrei vivere sicuramente senza di te 
Perché tu mi convinci a tenere duro

With or without you
Running to stand still