Il progetto

Dublino, 1976 e la storia degli U2

Nel 1976, quattro ragazzi dublinesi alle prese con i primi disagi adolescenziali decidono di punto in bianco di divenire una rock band rispondendo ad un annuncio fissato alla bacheca della loro scuola, la Mount Temple Comprehensive School.

Le loro prime canzoni testimoniano la rabbia e il dolore per la perdita di ciò che più è importante: gli affetti, l’innocenza, la sicurezza.

L’amicizia, il rispetto e l’amore, la ricerca di spiritualità e di pace sono le soluzioni individuate e proposte fin da subito nel loro rock e sono destinate a divenire i solidi valori a cui la loro musica e scelte si ispirano.

In difesa di questi stessi principi, gli U2 prendono una netta posizione di condanna contro alcune delle questioni politiche più importanti dapprima nel loro Paese (i violenti attentati dell’IRA) e successivamente in difesa dei diritti civili. Aderiscono e collaborano a diversi progetti umanitari (LiveAid, Artists United Against Apartheid, Conspiracy of Hope, etc), supportano organizzazioni (Amnesty International, Greenpeace, Justice for the Forgotten) e concretizzano l’attivismo attraverso la fondazione di alcune organizzazioni come ONE e RED, nel tentativo catalizzare l’attenzione delle istituzioni politiche e filantropiche e di sensibilizzare attraverso la musica l’opinione pubblica.

Ricerca, innovazione e versatilità, caratterizzano tutta la loro produzione artistica, pur rispettando le origini e la tradizione e con una costante attenzione alla dimensione spirituale.


Dublino, 2016: il progetto ’40 years with U2′

La scelta di ritornare a Dublino 40 anni dopo la fondazione degli U2 nasce dal desiderio di trovare ancora il riflesso delle loro origini e della loro storia per testimoniare, attraverso le loro canzoni e la contestualizzazione iconografica nel presente, l’attualità del loro messaggio.

In queste quattro decadi Dublino ha alternato periodi di rapida crescita economica ed espansione urbana a momenti di arresto e crisi. Il boom economico e i cambiamenti sociali che ne sono seguiti ci hanno inevitabilmente consegnato una città molto lontana dagli stereotipi degli inizi di carriera della rock band, ma sicuramente altrettanto stimolante per la ricerca di punti di contatto con quanto descritto nei loro testi.

Il progetto 40 years with U2 raccoglie 40 fotografie ispirate a frammenti di canzoni degli U2 e scattate a Dublino nell’anno del 40° anniversario della loro formazione, che si celebra il 25 settembre 2016.

Le fotografie sono pubblicate seguendo la numerazione progressiva e creando uno storytelling accompagnato da una breve descrizione, che ha il desiderio di fornire qualche elemento di curiosità o di utilità per un successivo approfondimento a chi ha scoperto solo recentemente gli U2.

Gli scatti sono stati costruiti a partire dai versi di alcune loro canzoni, con il desiderio di descrivere i luoghi celebrativi della loro storia, ove ancora presenti, e di offrire suggestioni quando la storia evolutiva della città ha inevitabilmente offuscato le loro tracce. In alcuni casi, i testi delle loro canzoni sono stati utilizzati per riallacciarsi alla presente realtà di Dublino, in perenne evoluzione e proiettata verso il futuro e per proporre in chiave attuale nuovi modi di interpretazione della tematica stessa.

Ogni fotografia è legata per contestualizzazione geografica e/o per contenuto ad una fotografia della storia degli U2 presentata in un’apposita galleria intitolata Memories.

La categoria B-Sides raggruppa quelle fotografie sempre ispirate ai testi delle canzoni degli U2, ma costruite con un approccio differente rispetto a quello utilizzato per lo storytelling 40 years with U2. Le B-Sides del nostro lavoro, definite dal numero progressivo seguito dalla lettera B, sono scatti meno ponderati e più immediati, abbinati a testi di canzoni che non necessariamente sono state B-Sides e sono più direttamente legati all’immaginario del mondo U2. Sono immagini musicali che hanno il desiderio di continuare la ricerca sul tema U2 in fotografia.


Il Progetto desidera ringraziare la band per la sua musica che ha rappresentato per ben quattro generazioni di fan una fonte continua di stimoli per un continuo miglioramento e che continua a portare messaggi di speranza per un futuro più sereno.

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